World Food Forum
17
JUN
2015

“Perché tutti su questo pianeta abbiano da mangiare deve nascere un mondo più democratico anche nell’accesso al cibo”
17 Giugno 2015

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Intervista con Simona Caselli,
assessore all’Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna.

Simona Caselli“Vogliamo un mondo che sia più democratico anche nell’accesso al cibo e questo significa non solo produrre di più, ma cambiare la distribuzione per fare in modo che tutti possano avere accesso a prodotti di qualità. Sappiamo che la sfida è enorme e che da soli con le nostre forze non siamo in grado di farcela. Per questo abbiamo voluto dar vita al World Food Research and Innovation Forum, una piattaforma che affronta su scala internazionale un tema che in un mondo globalizzato non si può certo affrontare con strategie che guardino solo al locale”.

Punta dritta al cuore del problema l’assessore all’Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna, Simona Caselli.
Tracciando gli obiettivi del Forum che verrà lanciato ufficialmente il 22 e 23 settembre nel Padiglione Italia a Expo, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Regione Emilia Romagna, spiega infatti cosa ha spinto l’amministrazione a confrontarsi con una sfida di tale portata.

Da dove nasce un progetto così ambizioso?

“Da alcune semplici considerazioni. Questo è il solo pianeta che abbiamo e le risorse a disposizione, purtroppo, sono limitate, in particolar modo l’acqua. Già oggi, nonostante tutta l’innovazione e l’illuminismo che è stato messo in campo, non siamo in grado di garantire cibo per tutti. Figuriamoci cosa potrà accadere nel 2050, quando secondo le previsioni ci saranno due miliardi di persone in più da nutrire”.

Perché nasce proprio in Emilia Romagna?

Qui abbiamo agricoltura, tecnologie agricole, industria e cultura alimentare. Arrivare all’idea di un Forum che eviti che l’Expo finisca al termine dei suoi sei mesi e che i suoi temi non trovino continuità è stato naturale. L’ambizione è grande, ma siamo la regione d’Europa con più prodotti Dop e Igp non a caso. C’è una visione che ci consente di dialogare con il mondo, anche grazie a un’enogastronomia che Forbes ha appena definito la migliore al mondo.

Qual è la vera sfida del World Food Research and Innovation Forum?

Noi ci siamo posti il problema di cosa fare dopo Expo e di come avere risorse, interlocutori e possibilità per investire ancora in innovazione e ricerca. Al Forum avremo la Fao, l’Onu, la Banca Mondiale e tanti altri enti internazionali che stanno ragionando su scala planetaria su questi temi. La piattaforma del Forum vuole contribuire ad aumentare la consapevolezza su certi temi e fare in modo che quello che abbiamo venga messo a sistema e integrato con un sistema di ricerca a livello internazionale. Si tratta di una sfida positiva, che abbiamo raccolto rilanciandola perché l’obiettivo politico è che tutto il mondo deve mangiare.

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